CA' DEL BOSCO In Franciacorta, in una grande casa nel bosco, si stabilì nel 1965 Annamaria Clementi Zanella, madre di quel Maurizio Zanella che oggi firma con il suo nome uno dei pregiati vini Ca’ del Bosco.Proprio fra le colline di Erbusco, Maurizio Zanella incomincia a coltivare la passione di creare vini nobili e pregiati.
IL SISTEMA Ca' del Bosco conduce 154 ettari di vigneto dislocati in otto comuni della Franciacorta. Dal tradizionale sistema di coltivazione Sylvoz modificato Casarsa (3 mt. x 3 mt. con piante in coppia, ovvero 2.200 ceppi per ettaro) si è passati al Guyot (1,00 mt. x 1,00 mt., ovvero 10.000 ceppi per ettaro): nuove metodologie d’impianto che, con un maggior numero di piante per ettaro e una minor quantità di uva per pianta; permettono di ottenere uva più pregiata e di migliore qualità.
I PRODOTTI Ca’ del Bosco produce sei tipi di Franciacorta d.o.c.g. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita): Brut s.a.; Brut, Dosage Zéro, Satèn e Rosé Millesimati; Cuvée Annamaria Clementi Gran Millesimo. La gamma è completata da tre vini d.o.c. (Curtefranca Bianco Terre di Franciacorta, Chardonnay Terre di Franciacorta, Curtefranca Rosso Terre di Franciacorta), due vini ad indicazione geografica tipica Sebino (Pinero e Maurizio Zanella) e due vini da tavola (Elfo e Carmenero).Nuovi vini: IlMerlot 2001 e il Franciacorta Cuvée Decennale 1996.Prodotti che hanno ottenuto in Italia, in Europa e nel mondo grandissimi consensi.
LA CANTINA DI CA’ DEL BOSCO Sono stati necessari sette anni per completare la nuova cantina di Ca’ del Bosco, immersa nel verde delle vigne e dei boschi della Franciacorta. Da una superficie di 10,000 mq si è passati a 20,000 mq. L’obiettivo di Maurizio Zanella non è stato quello di raddoppiare la produzione che attualmente ha raggiunto 1.000.000 bottiglie (qualche anno fa raggiungeva i 900.000 e per una superficie di vigneti di 150 ettari). L’obiettivo era creare una struttura dotata della tecnologia più avanzata. Una tecnologia al servizio dell’uva con la caratteristica di ridurre al minimo i trattamenti sul vino. Lo scopo è esaltare le caratteristiche di un’eccellente materia prima, interferendo il meno possibile con gli agenti esterni. La struttura esterna è realizzata con il preciso intento di inserirsi “gentilmente” nel paesaggio, senza disturbare quello che è il naturale disegno delle colline moreniche della Franciacorta. Grazie a questa linea che sembra un’onda la struttura segue l’andamento del vigneto e termina proprio con dei pali inclinati, a ricordare le terminazioni dei filari. La cantina emerge dal terreno per un’altezza massima di 12 metri. La scelta del colore è ispirata ai colori del bosco, a quello della corteccia nei mesi più freddi della stagione invernale: un grigio misto al verde.
INTERNO L’interno è completamente nuovo, reinventato e progettato con grande creatività e passione. Concepito per accogliere il visitatore e guidarlo lungo tutto il processo di produzione. Si inizia dall’accoglienza dell’uva che viene subito classificata a seconda del vigneto di provenienza e sistemata in apposite celle di raffreddamento in attesa dell’ulteriore selezione e pigiatura. Le presse sono state progettate su specifiche Ca’ del Bosco.
Il mosto passa nei tini di fermentazione per caduta, senza l’utilizzo di pompe che stressano mosti e vini. Questa specifica scelta dell’enologo, l’utilizzo cioè della gravità naturale, accompagna diverse varie fasi di lavorazione in cantina. Si evita in questo modo di shockare il vino, rompendone la trama originaria, perdendo le proprietà del frutto e il gas naturale del vino. Due ascensori dalla capacità di 10,000 litri l’uno trasportano il vino dal livello più basso al più alto della cantina, tra quattro piani, scorrendo silenziosamente all’interno di una gabbia curva in maglia d’acciaio di nuova concezione. L’acciaio è sapientemente illuminato da un gioco di luci blu che ne esaltano la lucidità e neutralità. Ma il percorso è accompagnato da colori diversi, legati simbolicamente alle diverse fasi di produzione, e diventa ancora più affascinante quando si snoda tra le zone di affinamento, con le pareti a vista che mostrano il terreno profondo della Franciacorta messo in risalto da una luce bianca.
Uno speciale sistema di nebulizzazione di vapore acqueo permette, alla minima variazione, di tenere costante il livello di umidità necessario al corretto affinamento del vino nel legno. Il viaggio diventa viaggio nell’enologia ideale: acciaio, legno, sasso, vetro. Un’ampia parete in vetro mostra la fase d’imbottigliamento all’esterno, regalando l’effetto di “casa di vetro”. Il visitatore non può non notarlo anche all’arrivo: il “cuore tecnologico” dell’azienda è allestito con minuziosa attenzione, illuminato ad arte e incorniciato dal contrastante verde del parco.Una volta all’interno, la sensazione della cantina viene abbandonata e la natura irrompe prepotentemente nella stanza.
Si riprende poi il percorso e al viaggio si aggiunge il percorso fotografico, una breve mostra: 11 fotografie di fotografi famosi ritraggono Ca’ del Bosco, il vino, le persone e com’era.